Frati Minori del Salento

sitica1

Storia del Miracolo


Narra la leggenda di un certo Antonio Ciucculi, giocatore incallito, il quale, intorno al 1580, una sera, dopo aver perso tutto al gioco, rifugiatosi presso una cappella, colpì l’Icona della Vergine perché non ne reggeva lo sguardo che -gli sembrava- scuotesse la sua coscienza.
 
L'occhio destro apparve immediatamente segnato da un grosso ematoma che spaventò il malcapitato e richiamò le folle dei cittadini di Galatone avvedutisi dell'evento miracoloso.
Particolare-Grazia
Da lì a qualche giorno, passando nuovamente davanti alla cappella, il Ciucculi si imbattè nel corpo senza vita di un uomo che era stato assassinato e i gendarmi lo accusarono dell'omicidio.
 
Condannato a morte, sul punto di essere giustiziato, dichiarò a gran voce che meritava di morire, ma non per un delitto che non aveva commesso, ma per un uno più grande, confessando di essere lui l'autore del gesto sacrilego nei confronti della Vergine.
 
Non è una storia che va a finire bene e, per certi versi, non piace l’idea di un’esecuzione capitale a furor di popolo per un gesto che, oggi, passerebbe quasi inosservato.
 
Ma, ai tempi del Ciucculi, il sentire religioso seguiva altre categorie culturali, poco inclini alla misericordia e più alla giustizia.
 
Così, il malcapitato, accusato ingiustamente di un omicidio che non aveva commesso, fu comunque sia  messo a morte perché reo confesso del gesto sacrilego.
 
Share