Frati Minori del Salento

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Edificazione della chiesa

I primi anni, dopo il miracolo, la cappellina dove risiedeva originariamente l’Icona, oggi ricordata da un’edicola sacra a poche centinaia di metri dal Santuario, fu circondata di grandi attenzioni e di molte offerte. Questo fatto fece decidere per la costruzione di una chiesa che la custodisse in modo più degno, i cui lavori cominciarono nel 1589 e terminarono nel 1596.

DSC 0387 webI lavori prevedevano, oltre la chiesa, anche dei locali annessi, ad uso di chi avrebbe, nel tempo, assicurato il decoro del Tempio e la cura spirituale dei pellegrini. Così, i primi anni dopo il miracolo, accanto alle celebrazioni assicurate dal clero di Galatone, vi appaiono degli Eremiti.

I loro nomi sono giunti sino a noi: Frate Francesco e Frate Lorenzo.

Mons.FornariÈ un’opera dal sapore collettivo, espressione della fede e della pietà di un popolo, quello di Galatone, e dei paesi vicini. Infatti, dagli antichi Codici e, soprattutto dal Libro dell’Introito et Esito per la costruzione della Chiesa della Madonna Santissima della Grazia (1589-1596), si ricavano i nomi di tanti mastri e operai della macchina dei lavori di erezione di questa chiesa.

Vi compaiono anche i nomi dei donatori che nel corso degli anni hanno contribuito con lasciti volontari alla realizzazione di questo Tempio dedicato alla Madre di Dio.

Uno per tutti, il vescovo neretino dell’epoca, Fabio Fornari, le cui ceneri riposano a destra del presbiterio della chiesa, che si coinvolse in prima persona e tramite il suo delegato Stefano Lercaro, Abbate commendatario dell’Abbazia di san Nicola dei Pargoletti di Galatone, seguendo da vicino lo svolgimento dei lavori. Per essi, ogni giorno, si levano a Dio preghiere di ringraziamento e gratitudine. 

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