Frati Minori del Salento

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San Giuseppe da Copertino

Prima della cessione della struttura della Grazia ai Frati della riforma Alcantarina, un altro francescano illustre mise piede nel nostro Santuario: Giuseppe Maria Desa, divenuto poi quello che tutti conoscono come san Giuseppe da Copertino.

Infatti, ventuno anni circa, dopo la sua costruzione (siamo nel 1617), le mura di questa chiesa sono state testimoni della guarigione di questo sfortunato dodicenne afflitto da due tumori grossi come meloni ad una natica ed entrati in cancrena. 

San Giuseppe da CopertinoUno degli Eremiti della Grazia, in giro per la questua in quel di Copertino, viene contattato da Franceschina, madre di Giuseppe Maria. La fama di tale Eremita era nota al popolo per l’arte medica, appresa a Napoli e poi esercitata anche in questo nuovo stile di vita eremitico.

Operato in extremis dall’Eremita, Francesco Maria sembra essere fuori pericolo di vita ma, dopo qualche tempo, l’infezione si rinfocola e le speranze che non muoia svaniscono. In un atto disperato, i genitori tentano il viaggio verso Galatone per rivedere l’Eremita e, in attesa del suo arrivo, si fermano a pregare la Madonna della Grazia. L’Eremita, al suo rientro, conferma che non ci sono speranze dal punto di vista medico, ma solo nell’intervento divino. Così, attinge all’olio della lampada che ardeva davanti alla sacra immagine di Maria e vi cosparge la ferita del piccolo moribondo. Si narra che la guarigione fu immediata e il piccolo Giuseppe poté rientrare nella sua Copertino con le proprie gambe.

Non solo, ma per gratitudine verso “Mamma sua”, come amava rivolgersi alla Madonna, si offrì come manovale nella costruzione del Convento della Grottella che in quegli anni si costruiva in Copertino per i Minori Conventuali, custodi dell’omonimo santuario mariano.

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